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Brexit ed e-commerce, cosa cambia per chi spedisce dall’Italia

Dopo la Brexit, ovvero l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, è stato stipulato un accordo utile per salvaguardare gli interessi economici e sociali di tutti i Paesi coinvolti. Questo accordo indica anche come comportarsi per quanto riguarda il commercio, elettronico e non, e le spedizioni da e per il Regno Unito. Andiamo a scoprire cosa è cambiato per chi ha un e-commerce e altre tipologie di attività commerciali.

L’accordo di recesso

È stato chiamato TCA, Trade and Cooperation Agreement, l’accordo di recesso tra UE e UK che ha determinato la fine del regime di libero scambio di merci e servizi tra i Paesi. Adesso, per chi si occupa di commercio, i rapporti con il Regno Unito non possono più essere definiti una cessione di beni, ma bensì delle operazioni di import e/o export.

Dato che la nazione inglese è uscita dall’Unione Doganale, attualmente servono più documenti per portare i propri beni in UK e i costi di spedizione risultano un po’ più elevati. Tuttavia, l’accordo post-Brexit ha delineato che chi ha un’attività commerciale potrà avvalersi di condizioni economiche e burocratiche comunque favorevoli. Perciò, le spese di spedizione si eleveranno ma non eccessivamente come si potrebbe pensare.

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È utile dire inoltre che con la Brexit il Regno Unito ha inserito una nuova disciplina IVA per le vendite tramite e-commerce. L’IVA applicabile alle spedizioni sarà condizionata dall’effettivo valore della spedizione. Affidandosi ad un corriere internazionale esperto, si potranno conoscere tutti i dettagli nello specifico e si potranno come sempre trovare accordi e abbonamenti convenienti. Sarà lo stesso corriere ad occuparsi dei documenti necessari e a richiedere al venditore tutto il necessario.

Cos’altro cambia con la Brexit per chi ha un e-commerce?

Chi ha un e-commerce o una qualunque attività commerciale, potrà riscontrare delle più lunghe tempistiche di trasporto e spedizione delle merci. Questo è dovuto all’esecuzione dei controlli previsti e degli accertamenti effettuati alla dogana. Questi cambiamenti scaturiti dalla Brexit hanno già portato gli e-commerce dell’UE a perdere parte della clientela inglese.

Quest’ultima, secondo le statistiche, negli ultimi anni è stata una leader per quanto riguarda il numero di acquisti effettuati online. Ad ogni modo è chiaro che non si possono fare previsioni precise, soprattutto perché il recente periodo è stato molto influenzato anche dalla pandemia in corso.

Possiamo dunque dire che i principali cambiamenti riguarderanno l’aumento dei costi e dei tempi di spedizione. È importante sottolineare inoltre che UE e UK si sono impegnate ad evitare l’applicazione di tariffe doganali aggiuntive. Hanno concordato persino sul fatto di fare il massimo per velocizzare l’esecuzione delle varie pratiche e dei controlli in dogana. Pertanto, con la Brexit le cose sono cambiate e cambieranno ancora, per chi vende e per chi compra, ma di certo non dobbiamo spaventarci.

Brexit ed e-commerce: ecco cosa non cambia

Dopo aver detto cosa cambia con la Brexit, non ci dimentichiamo di concludere dicendovi cosa non cambia: bisogna continuare ad imballare la merce con materiali di qualità. Questo è ancor più importante quando i colli devono fare dei lunghi viaggi per arrivare dal destinatario. In questo caso potete affidarvi a Cefapack: la nostra selezione di imballaggi per e-commerce (e non solo) vi aiuterà a spedire i vostri prodotti in sicurezza anche all’estero.


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